ANNULLATE LE ELEZIONI A BELLIZZI (sa)il Tar annulla le elezioni 2009 |  |
SALERNO — Annullate le elezioni amministrative di Bellizzi che, lo scorso giugno, decretarono la vittoria del sindaco di centrodestra Giuseppe Salvioli contro l’avversario del Pd, Mimmo Volpe, sconfitto per uno scarto di 30 voti. Lo ha deciso ieri, giovedì, la prima sezione del Tar di Salerno che ha accolto il ricorso presentato il 27 luglio scorso da quattro cittadini di Bellizzi: Franca Pia Ciliberti, Francesco Papalino, Fabio Scannapieco e Tommaso Saccone in cui si denunciano presunte anomalie nella votazione, dovute alla scomparsa di 166 schede elettorali. «La sentenza è immediatamente esecutiva», spiega l’avvocato Antonio Brancaccio che con sua figlia Valentina e il collega Alberto La Gloria, hanno assistito l’ex consigliere provinciale del Pd. Il che significa tutto da rifare sia per Salvioli che per Volpe, non prima però che il prefetto di Salerno Sabatino Marchione indichi nuove elezioni, ma la prassi, come precisa l’amministrativista salernitano, prevede che si aspetti l’esito del secondo grado di giudizio. E il sindaco Pino Salvioli è già pronto, con l’avvocato Lorenzo Lentini, a rivolgersi al Consiglio di Stato.
PER UN PUGNO DI VOTI - È il 7 giugno scorso quando, dopo 15 anni di amministrazione di centrosinistra, il centrodestra trionfa a Bellizzi. Il nuovo sindaco è Pino Salvioli, a capo della lista civica «Insieme per la Bellizzi che vogliamo». La civica dell’ex vicesindaco, «Città possibile», capitola sotto i trenta voti in più che conquista il centrodestra. Salvioli incassa 4320 preferenze. Volpe si ferma a 4290, dice di incamerare la sconfitta, ma già grida ai brogli. E due mesi dopo quattro cittadini ricorrono al Tar, denunciano la violazione del principio di certezza, trasparenza e affidabilità delle operazioni elettorali. Sotto la lente della giustizia amministrativa finiscono sette sezioni, sulle dieci complessive sparse su tutto il territorio comunale. Le sezioni incriminate sono la 1, 2, 3, 4, 5, 8 e 10. Dove non tornerebbero i conti, dal momento che le schede vidimate sarebbero in numero superiore rispetto al numero dei votanti iscritti. Nella prima sezione le schede vidimate sarebbero venti in meno rispetto al totale di quelle autenticate ma non utilizzate e degli iscritti.
IL VALZER DELLE SCHEDE - Nella seconda sezione «non vi è più traccia», si legge nel ricorso, di 133 schede. Nella terza sezione, infine, ci sarebbero tre verbali che attesterebbero la consegna di due schede elettorali allo stesso elettore, una confusione di elettrici per omonimia e una scheda elettorale destinata alle elezioni europee e invece finita nelle urne della competizione amministrativa. «Giustizia è fatta - grida Mimmo Volpe - e Bellizzi ora potrà guardare con più chiarezza a ciò che è successo realmente». Salvioli replica: «Che morale c’è in un sindaco bocciato dal popolo per 30 voti, senza dimenticare che si tratta dello stesso sindaco che in passato ha vinto per uno scarto di 37 preferenze?». La querelle tra i due avversari si consuma a distanza. Con l’ex consigliere provinciale che accusa il centrodestra di «aver spento una città che negli ultimi anni è stata un buon esempio di amministrazione in tutta la provincia».
SCAMBI DI ACCUSE - E con l’attuale sindaco sub iudice che invece tuona contro una «sentenza che ha annullato la volontà popolare, vanificando un lavoro di due anni e mezzo». Non si lesinano neanche gli attacchi personali: «Hanno svenduto la città a chi politicamente conta meno del governo cittadino», tuona Volpe. «Ora ha riconquistato quel potere tanto caro che gli mancava - affonda Salvioli - ma solo grazie ad una sentenza. Non mi si può imputare, anche se non me lo si dice chiaramente, di aver utilizzato schede bianche. Il risultato che è uscito dalle urne è la volontà del popolo. Io non mi rassegno e sono certo che il Consiglio di Stato ristabilirà la correttezza delle elezioni, altrimenti sono pronto a ricandidarmi». E anche il suo avversario non aspetta altro.
Angela Cappetta
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